Corno Piccolo - Parete Est

Corno Piccolo - per la parete Est (Il cavaliere solitario)

Paolo Bongianni e Bruno Vitale, estate 1994. L'itinerario si divide in due parti, la prima è di roccia compatta, la seconda è relativamente pericolosa per la presenza di massi mobili. E' consigliabile calarsi in doppia dopo i primi tre tiri e non ripetere la via nei giorni in cui il sentiero sottostante è frequentato. Sviluppo: 100 m (la prima parte). Difficoltà: ED-, con passaggi fino al VII e A in apertura.

L'attacco è c. 100 m dopo il Passo delle Scalette 2100 m (v. 32), dove il sentiero si avvicina alla parete, in corrispondenza di un bel pilastro grigio.
Salire un diedrino inclinato (spit), poi una fessura-lama e da uno spit traversare a sinistra (passo più difficile, ch. e spit); proseguire dritti in parete (grossi buchi, spit), ancora dritti lasciando a sinistra uno spit di un ex sosta, su in placca (delicato, spit) e infine ad una sosta (35 m, VI+ e VII). Salire verso sinistra lungo una rampa-fessura (2 ch.), al termine (spit) superare uno strapiombetto, traversare a sinistra (spit) in placca e prendere una fessura; superato un muretto si è in sosta (20 m, VI e VI+). Dritti in placca (varie cless.), traversare a sinistra (ch.) a prendere un diedro che si risale (ch.) e superato uno strapiombino di roccia friabile si raggiunge la sosta (45 m, V e VI). La via prosegue per altri tre tiri, con difficoltà al massimo di V, in un grande diedro.

Corno Piccolo - per la parete Est (Via del penitente assente; ovvero: lavorare stanca)

Romolo Vallesi, Germana Maiolatesi, Ermanno Busetti e Giulia Di Fiore, 22 maggio 1993. Via interessante e impegnativa che si svolge a destra della Marco Riga (it. 34e) ed ha il primo tiro probabilmente in comune con la via Arcana (it. 34d). Sviluppo: 210 m. Difficoltà: ED, con passaggi fino al VII- e A.

L'attacco si trova poco oltre il passo delle scalette 2100 m (v. 32), c. 30 m a destra dell'attacco della Marco Riga (nota: sulla guida Cai - Tci l'itinerario in foto di questa via non è correttamente tracciato, sale in realtà molto più a sinistra). Vi sono qui due diedri molto netti. La via percorre integralmente un sistema di fessure che parte dal diedro di sinistra e continua fin quasi all'uscita; ove termina si traversa in placca a sinistra fino a prendere un sistema di fessure-camino più articolato, con cui si esce a c. 70-80 m a sinistra dell'attacco della Cresta Nord-Est.
Si attacca nel diedro di sinistra, percorrendolo fin sotto la parete strapiombante per uscire poi a destra in placca (V+, poi IV, ch. trovato; sosta con cengetta con 2 ch. ad anello, tiro probabilmente in comune con la via Arcana).
Salire dritti in un diedrino (IV), superare un muretto verticale a prese poco nette (VII-, ch.; roccia non ottima), puntando ad una fessura svasata aggettante (in fessura sasso incastrato); dove la fessura diventa più strpiombante si esce in artificiale (2 m, friends), quindi si prosegue in libera (VI-) e si sosta in una nicchia (40 m). Si segue la fessura fin sotto un bombamento (20 m, VI-). Uscire a sinistra in placca, traversando 1 m più in basso della sosta fin sullo spigolo, salire poi sul bordo e prendere una fessura (V+, delicato e aereo), salire quindi più facilmente (IV) e superando strapiombetti successivi obliquare verso sinistra fino alla sosta (50 m, ch.). Salire direttamente fin sotto i prati della Cresta Nord-Est (50 m, III poi più facile; sosta su masso incastrato). Da qui ci si sposta con facilità verso destra e si arriva alla base della Cresta Nord-Est. Si scende verso la Madonnina.

Corno Piccolo - per la parete Est (Ma che film la vita...; dedicata a Romolo Vallesi e Paolo Camplani)

Roberto Alloi con Simona di Cino (24 luglio 1994), Roberto Lemmo (20 agosto) e Alessandro Federici (21 agosto). Via bella, logica e sostenuta, consigliata agli amanti del "vuoto dolomitico". Sale tra la Marco Riga (it. 34e) e la F.I.R.S.T. (it. 34f), sotto la verticale di un grande tetto che caratterizza la parte centrale della via. Utili qualche chiodo, dadi medi e piccoli, friends fino al n° 3, kevlar per chiodi con l'anello schiacciato contro la parete o che fanno leva, staffe. Sviluppo: 210 m. Difficoltà: ED, con passaggi fino al VII- (forse VII) e A2.

L'attacco si trova poco oltre il passo delle scalette 2100 m (v. 32), a c. 10 minuti da questo.
Si sale una placca gialla seguendo con difficoltà crescenti una fessurina che la incide da sinistra a destra (ch. visibili) (25 m, V+, VI, VII?; VI+; possibile A0). Dalla sosta ci si sposta 2 m a destra e si sale in un canale obliquo a sinistra (III+, IV, roccia non buona) fin sotto al bordo sinistro del grande tetto, traversare facilmente a destra su cengia leggermente spiovente fin sotto la prima grande fessura che incide il tetto stesso per tutta la sua lunghezza (30 m, attenzione allo scorrimento delle corde; possibile discesa con doppia da 50 m). Ci si sposta in obliquo a destra e, prestando attenzione ai primi tre metri su roccia poco sicura, si perviene alla netta fessura che si percorre con abbondante uso di staffe, dalla sosta è preclusa la discesa in doppia (20 m, IV+, A2, V+; attenzione al primo ch., possibilità di rinforzarlo con una lama in un buco in basso a destra, è necessario inoltre un friend n°2 o 2½ -attenzione al posizionamento- per potere agganciare il ch. a lama nero -penultimo- posto alla fine del tetto). Ci si innalza con difficoltà fino al primo ch. (VII-) e superato un diedrino-canale con grossi blocchi incastrati si giunge alla fessura che incide da sinistra a destra tutta la fascia gialla che sovrasta il tetto, la si segue (vari ch.) con difficoltà crescenti (VII-?) fino alla sosta posta sotto un evidente diedro (30 m). Traversare a sinistra (2 m, VI-) e salire fino a portarsi in un bel diedro obliquo a destra che si segue per tutta la sua lunghezza fino a una grande cengia erbosa, sosta alla base di una piccola paretina (45 m, VI-, V-, IV+, III). Si supera la paretina (3m, IV) e per ginepri e facili roccette (III) si va a sostare sotto l'ultima placca compatta della parete (50 m). Si sale la placca utilizzando il più a sinistra dei rivoli grigi che la incidono e con difficoltà decrescenti si esce in cresta (30 m, V+, VI-, IV). Per facili roccette e prati si scende alla Madonnina.

Corno Piccolo - per la parete Est (Cronache marziane)

Roberto Iannilli e Sandro Momigliano, 28 agosto 1994 (dopo un tentativo con Roberto Borrelli). 1^ ripetizione: Marco Marziale e Clemente Busiri Vici, Luciano Mastracci e Francesco Bassani, 11 settembre 1994. Via che si svolge in fessure e diedri, sovente strapiombanti, con tiri caratterizzati dalla continuità. L'itinerario si sviluppa tra le vie Cinquantenario (it. 34m) e Trapezio (it. 34k), nella parte alta interseca la prima ed esce a destra di un placcone denominato il Cuore. I primi 30 m erano stati saliti c. 10 anni fa da Stefano Finocchi, e in epoca più recente vi è stato un tentativo della cordata R. e G. Barberi e P. Abate. La chiodatura dei primi 40 m ha agevolato la salita degli apritori. Roccia ottima, salvo due tratti del primo e nono tiro. I tratti in artificiale (ad eccezione del 4° tiro, A2 su dadi e friends) sono rimasti chiodati, in modo da agevolare un'eventuale ripetizione in libera. Portare dadi, ch. per le soste, due staffe e una serie completa di friends. Sviluppo: 400 m. Difficoltà: ED, con passaggi fino al VII- (e tratti di VI+ sostenuto) e A.

Attacco in una fessura a destra della Via del cinquantenario.
Salire la fessura (VI+ sost., passo VII-, vari ch., dadi e friend; tratto friabile), sosta con 2 ch. al termine. Ignorare il chiodo a sinistra, spostarsi a destra e raggiungere una fessura che torna a sinistra (VI, friend in un buco), continuare in verticale (VI+ sost., passo di A0; vari ch.) e sostare con 2 spit (13 m; sosota Finocchi). Proseguire in una fessura strapiombante (VI+, 3 ch.), che diventa diedro verticale (VI+ sost.; 2 ch., spuntone e dadi) e termina strapiombando (passo VII-; friend), sostare con friend e ch. tolto, 2 m a sinistra dell'uscita (30 m). Entrare in un ampio diedro sopra la sosta, dopo pochi metri (IV+, tratto in comune con la Via del cinquantenario) prendere una larga fessura che ne incvide la faccia destra e e porta ad un terrazzino inclinato alla base di una fessura strapiombante, salirla ( A1/A2 poi V+, dadi e friends) e sostare al termine con ch. e friend (45 m). Traversare a destra su una sottile cengetta erbosa (passo di V), salire eprendere un diedro che si trasforma in rampa (IV, passo IV+, friend), sostare al termine con spuntone, ch. tolto e friend (50 m). Salire una fessura scaglia a destra della sosta (passo VI/VI+, dado), continuare per una fessura appena accennata sulla sinistra (A1, 3 ch.), uscire sulla sinistra (VI+, dado; non uscire a destra: blocco instabile) di un masso (30 m, sosta con cless. e dado). Traversare a sinistra su una caratteristica cengia-nicchia (V+, VI e VI-; 2 ch. uno tolto), entrare e salire uno stretto diedro (passo VII-, 2 ch.), all'uscita traversare in leggero obliquo a sinistra per esile fessura, superare (senza salire) un diedro che si dirama verticalmente (V+, VI, dado e ch. tolto) e sostare in una specie di nicchia con segno di crollo (35 m, sosta con dado incastrato e ch. tolto). Superare un muretto e raggiungere una fessura che porta a sinistra, superare uno strapiombetto (V, passo V+, dado) e raggiungere la grande rampa che sale verso destra, percorsa dalla Via del cinquantenario, percorrerne un tratto (IV+, dadi) e sostare con masso incastrato e friend sotto una fessura che porta a sinistra (45 m). Salire la fessura che porta sotto un arco di strapiombi (V, V+, dadi), superarli ed entrare in un breve camino dal fondo friabile (passo A1, poi VI-; 2 ch. e dado), sostare poco oltre con 2 ch. tolti (30 m). Continuare nella fessura, ora facile (IV), che porta in un canale che viene da sinistra, con sopra una bella placca appoggiata sormontata da strapiombi, sostare con spuntone e dado sotto la placca (20 m). Superare la placca in obliquo a sinistra (V/V+, un friend: tratto in comune con Il sonno della ragione), entrare nel camino a destra del Cuore e sostare con spuntone e dado (45 m). Continuare per il camino, o preferibilmente per lo spigoletto tondo di destra, fino ad uscire in cresta (50 m, IV-).

Corno Piccolo - per la parete Est (Il sonno della ragione; dedicato all'Italia)

Roberto Iannilli e Gianni Cilia, 12 settembre 1992 (un primo tentativo il 5 settembre 1992 con Luca Mazzoleni). 1^ ripetizione: Marco Marziale e Luciano Mastracci, 19 settembre 1992. Bellissima via che sale a destra della Via a destra della crepa (it. 34n) e supera all'uscita una grande placca, ribattezzata il cuore per la sua forma. La via è abbastanza attrezzata. Portare qualche chiodo, dadi e friends medi. Sviluppo: c. 360 m. Difficoltà: ED-, con passaggi fino al VI+.

L'attacco è in un fessurone che incide la faccia destra del diedrone d'attacco della Via a destra della crepa.
Superare il fessurone (V; un ch. e dadi), quando si allarga e forma una nicchia (tratto finale), traversare a destra e salire in placca alla sosta (V; ch.); questo tiro era stato probabilmente già salito (45 m, ch. alla sosta). Prendere un diedro sulla sinistra (IV, dado) che porta sotto un tetto ad una sosta fuori via della Via a destra della crepa; continuare per la fessura sulla faccia di destra (V-, dadi) e uscire su un terrazzino (45 m, sosta su spuntone e ch., in comune con la Via del cinquantenario, it. 34m). Salire un diedrino sulla sinistra (dülfer di V+, dadi), passando a destra di uno strapiombo; a un ch. traversare a sinistra sul bordo dello strapiombo e salire, sempre verso sinistra a una sosta scomoda (25 m, VI, VI+, 2 spit; sosta con 2 ch.). Salire in verticale e traversare a sinistra a uno spigoletto (V+, ch.), continuare sullo spigolo e poi nel diedro che obliqua a destra (V- poi III+); sostare con ch. quando il diedro torna dritto (35 m). Salire il diedro sulla destra della sosta (IV+ e V-), a una cengetta spostarsi a sinistra e superare una fessuretta (V+, ch.) e ci si trova alla base di un diedro giallo e liscio, evitarlo obliquando a sinistra (IV, ch.) fino alla nicchia gialla della Via a destra della crepa, prima del passo in artificiale (30 m, sosta con 3 ch.). Salire alla base del passo in artificiale, ma anziché superare lo strapiombo, continuare a traversare in dülfer a destra fino a un diedro (20 m,VI sostenuto, dadi; sosta con ch.). Salire la fessura sulla faccia destra del diedro (IV+), quando diventa strapiombante aggirare uno spigoletto a destra e continuare in verticale (V-, dadi); uscire su un terrazzino erboso con ch. (30 m). Sopra si nota la chiazza gialla di una frana, superare la fessura che le passa accanto (VI-, dadi), continuare per un diedro-fessura strpiombante (VI, ch. e dadi) e uscire in un canale obliquo a destra andando a sostare sotto una placca bucherellata (45 m). Salire in placca obliquando a sinistra (V-) e raggiungere un evidente rivolo nero, continuare sino alla base della placconata detta il cuore, formata da due canali-camini che si biforcano (V- poi IV); scendere nel canale di destra e sostare all'inizio di quello di sinistra, per il quale esce laVia a destra della crepa (40 m). Attaccare un diedrino poco accennato, proprio alla base a punta del cuore (VI+), continuare in verticale al centro della placca, con difficoltà decrescenti, fino ad uscire in cresta (50 m, cless., 3 spit; sosta da attrezzare). Per la cresta o si sale in cima (v it. 31z4) oppure si scende (v. 34 e 31).

Corno Piccolo - per la parete Est (Luglio Agosto Settembre... Nero!; per uno Stato Palestinese)

Roberto Iannilli e Gianni Cilia, 18 luglio 1993. Itinerario sostenuto che attacca a sinistra della Rossana (it. 34o), via che poi interseca in corrispondenza del tiro in artificiale, continua per diedri e fessure ed esce per una placconata. La roccia è nel complesso da buona ad ottima. La via è rimasta parzialmente attrezzata, per lòa ripetizione portare ch., friends, dadi e staffe. Sviluppo: 365 m. Difficoltà: ED-, con passaggi fino al VI+ e A1.

L'attacco è a sinistra della Rossana, in corrispondenza di un masso appoggiato che forma una piccola grotta.
Si sale la fessura sopra il masso (V,V+, passo VI-; ch., dadi e friends); si traversa 2 m a destra (VI-, ch.) e si sosta con 2 ch. in un diedrino chiuso da uno strapiombetto (ch.), continuare per un diedro articolato che passa a sinistra di un tetto giallo (IV+) e appena superato il tetto si devia a destra (V-, la variante continua a sinistra) e in obliquo a destra si raggiunge la sosta con cless. e ch. sotto l'artif. della Rossana (50 m). Si supera l'artif. (A1, 5 ch.) e si sosta con ch. all'uscita, alla base di un diedro netto e verticale (15 m). Salire il diedro e superare lo strapiombetto che lo chiude, continuare in verticale per fessura e dopo un ch. traversare 3 m a sinistra a prendere una fessura un pò più articolata (ch. alla fine del traverso); proseguire per la fessura che, dopo un passo di artif. (2 ch. tolti), diventa diedro e si esaurisce sotto gli strapiombi gialli (VI e VI+ sostenuto, passo A1, 4 ch.), sosta con ch. subito a destra (in tutto 40 m). Traversare a destra per rocce rotte a un netto diedro che si sale per la faccia di destra (IV+, ch.) fino a una sosta con spit e moschettone (30 m; questo tratto di diedro è stato ripetutamante salito per errore da cordate che percorrevano la Via a destra della crepa (it. 34n), e la sosta è in effetti una calata, lo spit c'era già). Salire la fessura di sinistra, non quella sopra la sosta (VI+, friends), continuare per il diedro fin dove diventa giallo e liscio; traversare a destra (V+; ch.) ed entrare in un compatto fessurone (V-, friend), all'uscita si sosta sulla destra alla base di un diedro articolato (35 m). Si sale il diedro (IV-) e superata una sosta fuori via della Via a destra della crepa, anziché continuare nel canale si prende un netto camino-fessura con un tratto strapiombante (IV, passo V+, ch. dado e cless. con cordino), fin dove questo si allarga a canale (50 m). Continuare per la diramazione di sinistra fino a sostare con una cless. (cordino) a sinistra di una placca appoggiata con fessura alla base (45 m, III). Si supera la fessura e si continua per placca fin sotto lo strapiombo che la chiude (V+, poco proteggibile), si prendono delle fessure sulla sinistra (V, friend) e a un ch. ci si sposta ancora a sinistra e per un'altra fessura si aggira lo strapiombo (VI-, VI+ se direttamente dal ch.), si continua con difficoltà decrescenti fino in cima alla placca (50 m, sosta con ch.). Si traversa facilmente a destra e si esce in cresta (15 m). Di qui si sale in vetta (v. it. 31z4) oppure si scende per la cresta (v.34 e 31).

Torre Cicchetti - per la parete Est (Achim Bretthauer)

Marco Sordini, Fabrizio Borghesi e Luca Castellani, 7 agosto 1993. 1^ ripetizione: Marco Sprecacenere, Sandro Momigliano e Luca Grazzini, 24 luglio La via si svolge tra la Ben Hur (it. 37e) e la Morandi (it. 37c) e attraversa da destra verso sinistra un'evidente placca monolitica delimitata in basso da strapiombi giallo-grigi; quindi sale, con percorso abbastanza diretto, prima una placca poi un sistema di fessure a destra del tetto della Ben-Hur. La via è disattrezzata, ad eccezione del tiro chiave, Il materiale lasciato è indicato nella relazione. Alcune protezioni sul tiro chiave sono state poste "in artificiale". La roccia è molto buona. Per una ripetizione portare ch., dadi medi e piccoli, cordini per cless. Sviluppo: c. 230 m. Difficoltà: ED-, con passaggi fino al VI+.

L'attacco si trova a sinistra di una caratteristica grotta posta sotto un grande strapiombo giallo e grigio.
Si sale qualche metro fino ad una fessura che obliqua verso destra, la si segue fino a giungere propio sopra la verticale della grotta, si prosegue dritti fino ad una cengia erbosa e si sosta a sinistra con ch. (30 m, IV e IV+). Salire in placca, subito traversare orizzontalmente a sinistra a dei buchi, proseguire dritti per 3 m, quindi spostarsi a sinistra e infine salire a una cless. con ch. di sosta (18 m, VI+, VI e VI+; lasciati 2 ch. e 2 cordini in cless.). Traversare a sinistra, in leggera salita sino allo spiogolo (puntando ad un esile e breve fessura che si trova poco sotto il filo dello spigolo), e subito dopo averlo aggirato salire in verticale la placca per c. 20 m, quindi traversare 4-5 m verso sinistra e sostare sotto un piccolo strapiombetto fessurato (35 m, IV, V-, IV-). Innalzarsi a un piccolo strapiombetto da cui inizia una fessura appena accennata (fessura a forma di Y che ben si distingue dal rif. Franchetti); superato lo strapiombetto seguire un sistema di fessure verticali, dapprima leggermente verso sinistra e poi leggermente verso destra, fin sotto un tettino fessurato, superarlo per l'evidente fessura sino a un breve diedro che conduce ad un comodo terrazzino (45 m, V-, IV+). Si prosegue per più facili rocce per altri 100 m c. fino in vetta. - Per la discesa v. 36.

Torre Cicchetti - per la parete Est (Charlie Parker; dedicata a Massimo Urbani)

Roberto Iannilli, Federico Anatrella, Sandra Bonifazi, Roberto Borrelli e Gianni Cilia, 9 agosto 1993 (dopo due tentativi). 1^ ripetizione: Romolo Vallesi, Roberto Iannilli, Luca Grazzini ed Ermanno Busetti, 21 agosto 1993. Via molto bella che sale direttamente nel settore percorso dalla Ben Hur (it. 37e) che interseca in due punti. Utili dadi e friends dal n° 3 al n° 6. Sono stati usati 3 spit, piantati da ganci/ancorette. Sviluppo: 300 m. Difficoltà: ED-, con passaggi fino al VII- e A0 (oppure VII+).

L'attacco è in comune con la variante di attacco della Ben Hur (visibile un ch.).
Saliti pochi metri in fessura (V+), superato un ch., si traversa in placca (VI), poi in verticale (A0 poi VI+ e V; 2 ch.) fino a sostare sotto lo strapiombetto che chiude la placca (25 m, sosta con 2 ch.). Salire un breve diedrino a destra (IV+), spostarsi a sinistra e salire in placca (V+, ch.), prima in verticale, poi verso destra e quindi ancora a sinistra a superare uno svaso leggermente strapiombante (se in libera fino al VII+, tiro sostenuto, altrimenti VII- e A0; 3 spit, cless. con cordino e ch.); si prosegue in verticale su placca, si supera un tettino con una caratteristica macchia gialla di frana, e sempre per placca si raggiunge la sosta (V, passo VI-, un ch. e dado), su un terrazzino erboso (40 m, sosta con spit). In verticale fin sotto un tetto, che si supera per la fessura che lo incide (VI, ch.); spostarsi a sinistra a prendere un'altra fessura e continuare in verticale fino a sostare con 2 ch. in comune con la Ben Hur dove questa esce dal tetto (40 m). Uscire dal diedro a destra e salire in placca (V), entrare in un altro diedro chiuso da un tetto e superarlo a destra; continuare per una fessura strapiombante (V+, passo VI; friends) che diventa diedro (IV+), sostando prima del suo termine, su un terrazzino a sinistra con ch. e spuntone (35 m). Continuare per 80 m verso destra in direzione del monolite della Torre Cicchetti inciso da un camino e sostare sotto una compatta placca che fa da avancorpo alla cuspide che si trova a sinistra dell'avancorpo di vetta. Attaccare la placca sotto la verticale di un rivolo nero (V+, poi V-; spuntoncino all'inizio), uscire sulla sinistra del rivolo e continuare per una fessura appoggiata (III+), per superare un corto diedro sulla sinistra (IV) e sostare con friend su un terrazzo sotto una fessura dall'attacco strapiombante (40 m, per questa fessura esce Naudanda che però evita il tratto strapiombante. Salire il tratto strapiombante della fessura (VI, friend) e subito dopo traversare a destra e salire in placca (IV+, varie cless. e cordino lasciato) in direzione di un diedrino che si supera (V+, dado) uscendo in vetta (40 m). - Per la discesa v. 36.

Torrione Aquila - per la parete Est (Figli del temporale)

Roberto Iannilli e Roberto Borrelli, 16 agosto 1994. 1^ ripetizione: Antonio Bucciarelli e Gabriele Davide: 11 settembre 1994. Via prevalentemente in fessura, ma con un tiro in placca impegnativo. Esce direttamente sulla vetta del Torrione Aquila. Occorrono dadi, friends anche grandi e due o tre chiodi. Roccia ottima. Sviluppo: 240 m. Difficoltà: ED-, con passaggi fino al VII- (TD- con passaggi fino al V+ evitando il tiro chiave).

L'attacco è in una profonda fessura a destra della Via di Pan (it. 38b).
Si sale la fessura (V, passo V+; un ch. e friends), ad uno strapiombetto si continua verso sinistra e si sosta sotto un terrazzo inclinato sotto strapiombi (30 m, sosta con friends). Salire verso gli strapiombi, traversare a sinistra ed aggirarli per uno spigoletto (V, sasso incastrato con cordino), senza entrare nel diedro superare una placchetta sulla destra (V, ch. tolto) sostando con friends e ch. (tolto) presso una fessura erbosa sopra lo strapiombo (25 m, attenzione all'attrito). Continuare su placca appoggiata (IV poi III) e sostare con 2 ch. (tolti), subito dopo aver superato un diedro, sotto una placca verticale (30 m). Salire la placca al centro (VI, passo VII-; due cless. con cordino e due ch., uno tolto) ed uscire sulla cengia mediana (30 m, sosta su spuntone e ch. un poco a sinistra). Aggirare il canale sopra la sosta e traversare a destra, passando sotto il tiro di uscita della Via di Pan; prendere una fessura quasi sullo spigolo, salirla verso sinistra (un ramo va a destra) e sostare con cless. e dado all'uscita (25 m, V; spuntone, cless. e dadi). Obliquare decisamente a destra su placche appoggiate (III+ e IV-) fin sotto un breve fessurone (35 m, sosta con friend e ch., tolto). SAlire il fessurone che è diviso in due salti (V. poi IV, dadi) e uscire sulla cengia che porta sotto la parete terminale del Torrione Aquila, sosstare alla base della fessura che sale dritta in cima (35 m, sosta con spuntoni). Superare tutta la fessura (V- e V, friends grandi) e uscire in vetta. E' possibile evitare il tiro chiave salendo un diedro a sinistra. - Per la discesa v. 36.

Torrione Aquila - per la parete Est (Arci-gay;dedicata al personale del rif. Franchetti)

Roberto Iannilli e Roberto Borrelli, 24 luglio 1994. 1^ ripetizione:Germana Maiolatesi e Luca Grazzini, 24 settembre 1994. Sale a destra della Di Filippo-Adamoli (it. 38d) che interseca in due punti. Roccia buona. Quasi completamente attrezzata, portare dadi e qualche ch. Sviluppo: 220 m. Difficoltà: TD+, con passaggi fino al VII-.

Attacco in una fessura fra Di Filippo-Adamoli e Bachetti-Pagnini (it. 38c).
Salire la fessura e sostare con 3 ch. a sinistra (45 m, V+ e tratto VI; dadi, friends, due ch., uno tolto). Andare a destra a prendere un diedro con la faccia sinistra strapiombante, superarlo e proseguire in fessura sostando (quando questo si biforca) sul ramo di destra (35 m, sosta con 2 ch., tolti). Salire sotto uno stretto tetto orizzontale, superarlo (VII-, ch.), traversare a destra su placchetta (VI+, ch. a punta tolto) e per un rivolo e rocce articolate si esce su cengia erbosa (40 m). Salire la fessura sopra la sosta (V+, tratto VI; dadi e friends) fino ad uscire in cresta (40 m). E' possibile evitare il tiro chiave salendo un diedro a sinistra (V). - Per la discesa v. 36.

Indice generale - General index

Created November 13, 1995 by Luigi Filocamo



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